Arrivederci Donald J. Stewart!

11 05 2011

Capitanata dall’on. Guglielmo Picchi e dal Sen. Raffaele Fantetti, una rappresentanza del PdL per il Regno Unito ha partecipato nella serata di martedí 10 maggio allo Champagne Farewell Party in onore di Donald J. Stewart MBE, da tanti anni lo Agent per la Cities of London and Westminster Conservative Association.

Donald, che ha deciso di andare in pensione (in Italia, fra l’altro), ed è stato in contatto con esponenti di FI/PdL da molti anni, ha ricevuto come piccolo regalo/souvenir da parte della delegazione italiana il pin a tre bandiere creato per commemorare il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia. Al termine della festa si sono svolte di fronte a una gremitissima sala un’asta e un estrazione a sorte di vari premi.

(nella foto: da sinistra, il Sen. Raffaele Fantetti, Donald J. Stewart MBE, l’on. Guglielmo Picchi, Filippo Gaddo, responsabile PdL per Londra e Ilaria Filippi, Vice Coordinatore per il PdL per il Regno Unito)

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Christmas Reception 2010

6 12 2010

Il Popolo della Libertà del Regno Unito

l’On. Guglielmo Picchi e il Sen. Raffaele Fantetti

sono lieti di invitare amici, simpatizzanti e dirigenti alla

Christmas Reception 2010

Venerdì 10 Dicembre 2010 ore 18.30

saranno presenti deputati e senatori del Popolo della Libertà e membri del Governo

Queen’s Club, Palliser Road, West Kensington, W14 9EQ

Drinks & Canapes

RSVP: segreteria AT picchi DOT info





Una mattina mi son svegliato e ho trovato..i Filini!

2 12 2010

di Maurizio Morabito

(articolo apparso su ItaliaChiamaItalia e su Il Predellino)

E fu così’ che un bel giorno anche nel PdL Uk venimmo a sapere che improvvisamente bisognava scegliere se stare “di qui” o “di li'”, con un nuovo “li'” rappresentato dalla terza carica dello Stato.

Addirittura. E quel bel giorno vide un bel pezzo (nel senso di numericamente consistente, non nel senso delle fattezze fisiche) della dirigenza PdL nel Regno Unito decidere di “andare di li'”.

Inutile nascondere la sorpresa, il disappunto, il generale colpo all’entusiasmo e il senso di improvviso vuoto, che per quanto grande o piccolo che sia si fa sicuramente sentire. Avere un mignolo fasciato, si sa, significa scoprire l’importanza del mignolo. Averne uno di colpo mozzato, significa imparare a farne a meno.

Cosa facevano, quei mignoli? Si occupavano di rapporti con la “vecchia emigrazione”. Ora ci dicono, voi non avete nessuno che si occupi di “vecchia emigrazione”. E bravi! Come se un generale d’altri tempi avesse dato il comando della la cavalleria a uno dei suoi ufficiali, e questi, dopo aver disperso la cavalleria e disertato, incolpasse il generale di..non avere più la cavalleria.

Anzi, di non avere più un esercito, come se la presenza sul territorio si svolgesse secondo un canale unico, solo e soletto. Cosa c’era da fare, allora, “passare di li'”?

Ma parliamo un po’ dei Filini: chiamati così perché quelli di Futuro e Libertà si dicono “futuristi”, forse andrebbero indicati come finiani, o fliniani, ma a me ricordano invece l’occhialuto, troppo entusiasta, inconcludente e pasticcione ragioniere dei film di Fantozzi.

A tutta prima, i Filini si sono adoperati in un voltafaccia improvviso e ingiustificato, che porterà gran parte della loro rappresentanza in Parlamento a un ritorno alla vita civile alle prossime elezioni. In inglese si dice, ecco i tacchini che votano per Natale: in Italia si potrebbe dire, ecco gli agnelli che votano per anticipare la Pasqua.

Cosa vogliono, i Filini? Di sicuro, non vogliono rispettare il mandato degli elettori. Non saranno i primi, non saranno gli ultimi nell’Italia del trasformismo, pratica ottocentesca che hanno deciso di rinverdire per il ventunesimo secolo (sarebbe forse questo, il “Futuro”!!!).

Dicono i Filini, voi avete Cosentino. Ma se andiamo oltre gli slogan, qualcuno mi può spiegare perché l’on. Cosentino non era un problema, fino a poche settimane fa? Si dice in Calabria, ecco i “porci puliti”, che fino a ieri si rotolavano nel fango e adesso improvvisamente si danno l’aria dei gran signori.

A noi che ci sporchiamo ancora rimarrà la consolazione del pensare che chi ritenga che la malavita organizzata sia un problema di questo o di quel parlamentare, di questo o di quel partito, o anche di questa o di quella regione, si vede che non ha affrontato, studiato, capito il problema della malavita organizzata e farebbe meglio a occuparsi delle sue bambole di stoffa, e delle sue figure di cartone.

Dicono i Filini, non c’era democrazia nel Pdl. Magari lo “dimostrano” per poi accusare questo o quel Parlamentare del Pdl di non aver votato troppo spesso con il Governo (eh? Ma allora, la democrazia interna esisteva, ed esiste…).

La logica suggerirebbe comunque che uno prima faccia delle proposte, poi se le veda insabbiate e censurate, e solo allora denunci che non ci sia democrazia. I futuristi invece, vivendo nel futuro, vogliono darla a bere che abbia senso fare le cose al contrario, cominciando dalla denuncia.

Dulcis in fundo, adesso troviamo i cari Filini sempre disponibili a manifestare, in una specie di supermercato del consenso dove tutto va bene purché vada contro il Governo.

Purtroppo pero’ si tratta storicamente dei tratti caratteristici di chi non sa governare (le differenze dei toni e delle azioni del presidente Fini rispetto ai Filini, sono finanche troppo evidenti).

Cosa vogliono, i Filini? Non ho capito, e penso non l’abbia capito nessuno. Sembra evidente che non vogliono essere loro gli ultimi con il “cerino” in mano, quelli che saranno additati al pubblico ludibrio per aver causato le elezioni anticipate, e questa preoccupazione del cerino prende in loro la precedenza rispetto a tutto, incluso l’improvviso odio antiberlusconiano.

A proposito…a sinistra intanto, tanto per cambiare, si parla solo di Berlusconi. Ecco, se io fossi un fanatico berlusconiano mi iscriverei al Pd immediatamente, perché come lo adorano da quelle parti, dove viene descritto alla pari con l’Onnipotente se non di più, è roba che non si vedrebbe neanche a un convegno di acerrimi cloni Brambilla/Bondi. E all’Idv, è anche peggio.

Cosa resta da fare, dunque? Naturale, a livello Pdl Uk, il rinforzare il legame con i nostri due Parlamentari, l’on. Guglielmo Picchi e il Sen. Raffaele Fantetti, entrambi residenti a Londra. Chissà quanti sognano di avere un Deputato e un Senatore residenti e spesso disponibili in pochi minuti, altro che settimane di attesa per velocissimi convegni o incontri con la Comunità.

I soliti incontentabili diranno che non si tratta di Ministri o Sottosegretari: ma anche noi siamo dei vasi di coccio, e chi vuole mettersi a inseguire questo o quel politico in base all’ammontare di potere che ha, si accomodi pure.

Noi altri, rendiamoci conto una buona volta che la maggior parte delle volte che si presenta a Roma un sedicente rappresentante di una comunità di italiani, questi lo fa con la mano tesa e aperta aspettando di ricevere finanziamenti. E tanti, troppi fra coloro che sono politicamente attivi da fuori dei confini dell’Italia, dimostrano nelle loro missive problemi vuoi con la logica, vuoi con la salute mentale.

Aggiungiamo a tutto ciò la catastrofe che è stata l’elezione di tal Nicola Di Girolamo (catastrofe che ho denunciato dal primo giorno causandomi non poche difficoltà), mescoliamo la vacuità litigiosa del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), e poi sarà facile capire perché gli Italiani all’estero si trovino politicamente nello stato in cui si trovano (altro che improbabili successi da parte di nuove leve che si presentino in liste dal 7% di consenso).

Ognuno naturalmente avrà la sua storia politica, e quindi a parte alcuni “casi umani” conviene considerare le scelte di tutti come dotate di una loro logica interna. Ma in queste condizioni, per il Pdl Uk i valori fondamentali sono la fedeltà e la fiducia con i nostri Parlamentari, non il discettare sulle quisquilie (o sul niente, come vorrebbero i Filini).

Questo significa appoggiare Il Governo…certo, le riforme sono poche, ma chi le vuole, in Italia? La riforma Gelmini manca poco che veda una sommossa (e tragiche inciampature di attempati e allampanati leader politici in giro per i tetti come tanti Aristogatti).

Che il Governo sia a destra o sinistra, qualunque cambiamento dello status quo significa confrontarsi con migliaia di italiani decisi a mantenere i loro privilegi, nonostante tutto. Nel frattempo, l’Italia dei conti disastrati ha tenuto molto bene di fronte alla crisi mondiale, e nonostante i tanti vituperi ricevute dai soliti noti il “tributarista di Sondrio”, al secolo Giulio Tremonti rimane la miglior scelta nell’intero panorama politico come Ministro dell’Economia.

Analogamente non è possibile pensare persona migliore al Ministero degli Esteri di Franco Frattini, e la lista potrebbe continuare. Certo non e’ sempre facile, fornire questo appoggio, di fronte all’ennesima sciocchezza detta in questo o quel raduno leghista, o alla incredibile piaggeria di cui si rendono protagonisti certi personaggi, aspiranti sotto-giullari alla Corte di Arcore.

Ma non bisogna avere la foto del Cavaliere in tasca per comprendere come non esista un’alternativa: i motivi per appoggiare il Governo Berlusconi restano (la superiorità’ in tutti i settori: competenza, visione, ottimismo, capacità di fare).

Potremmo avere di meglio? Certo, come potremmo essere tutti ricchi, giovani e belli. Quindi, e oso concludere a nome di tutti gli attivisti Pdl nel Regno Unito, noi proseguiamo sull’antica strada.

Ecco quello che resta da fare. I figliol prodighi Filini, però, quando torneranno faranno bene a portarsi quanto servirà’ a organizzare il banchetto per festeggiare il loro ritorno. Noi, non sentiremo alcun dovere di pagare.





Sulla commemorazione il 14 novembre al Cimitero Militare di Brookwood

18 11 2010

Comunicato Stampa: Il PdL Regno Unito e la commemorazione il 14 novembre al Cimitero Militare di Brookwood (Inghilterra)

Londra, 16 Nov – Il Coordinamento Nazionale del PdL del Regno Unito esprime la propria soddisfazione a riguardo della forte e istituzionale presenza registrata lo scorso 14 novembre al Cimitero Militare di Brookwood (Inghilterra) in occasione della tradizionale commemorazione annuale dei 337 caduti italiani che li’ riposano. Fra le personalità presenti, Sua Eccellenza Alain Giorgio Maria Economides, Ambasciatore d’Italia a Londra, il Console Generale d’Italia a Londra Uberto Vanni d’Archirafi, l’Addetto per la Difesa, Ammiraglio Francesco Maria de Biase, oltre naturalmente alla “nostra” rappresentanza parlamentare al completo, l’on. Guglielmo Picchi e il Sen. Raffaele Fantetti.

Sotto una pioggia che ha aggiunto all’atmosfera sobria e riflessiva di un evento che, nelle parole dello scalabriniano Padre Renato Zilio su “Zenit”, e’ “un gesto di memoria e di pietà, a cui la comunità italiana è ormai affezionata da sempre”, le Autorita’ hanno davvero saputo cogliere il sentimento di tutti i presenti nel deporre corone di fiori a ricordo di più di trecento connazionali sepolti lontano dalla madrepatria, per la quale hanno sacrificato la loro vita.

Vogliamo altresì notare con soddisfazione come anche quest’anno, la sezione Militare dell’Ambasciata Italiana abbia voluto far coincidere la nostra commemorazione con il “Remembrance Day” britannico, il “Giorno della Rimembranza” dedicato ai caduti al servizio di Sua Maesta’, giorno di estremo valore e fondamentale nel calendario di ogni Suddito della Corona. La grande partecipazione associativa, infine, indica come la Comunita’ italiana sia come sempre particolarmente attiva nel Regno Unito, e naturalmente oggi come in passato sarà nostra cura mantenere, coltivare ed ampliare i già ottimi rapporti con tutte le rappresentanze dei nostri connazionali
all’estero.

Cerimonia a Brookwood

Cerimonia a Brookwood

(nella foto: il Sen Raffaele Fantetti, primo a sinistra; accanto a lui l’on. Guglielmo Picchi. Quarto da sinistra, il Console Generale d’Italia a Londra Uberto Vanni d’Archirafi. Primo da destra, Sua Eccellenza Alain Giorgio Maria Economides, Ambasciatore d’Italia a Londra)

 

Dal Responsabile Stampa e Comunicazione del Coordinamento Nazionale
del PdL del Regno Unito

Maurizio Morabito





Il Partito rimanga unito, dialoghiamo per complementarci

21 04 2010

Il Gruppo del PdL Regno Unito, in linea con il pensiero di tutti vertici del partito nazionale e locale, desidera esprimere piena adesione alla politica del Premier Silvio Berlusconi, ed esternare la soddisfazione nel vedere realizzato dal Presidente Gianfranco Fini il nostro auspicio, che il partito cioe’ rimanga compatto, cosi’ come compatta deve essere l’attivita dell’Esecutivo supportata anche recentissimamente dal piu’ volte rinnovato mandato elettorale e messa in essere anche grazie all’attivismo di noi tesserati.

Siamo convinti che il PdL sia capace di raccogliere e sintetizzare le idee e le istanze di tutte le componenti del partito. Tutti gli amici elettori, simpatizzanti e iscritti del PdL, di qualunque particolare aspetto del partito ritengano di sentirsi parte in questo importante momento di passaggio e maturazione politica, troveranno porte sempre aperte e la disponibilita’ piena a un dialogo dove elementi diversi si complementino senza pero’ scontrarsi. E’ questa prima di tutto la nostra esperienza, lo spirito con cui portiamo avanti da quasi un anno la nostra iniziativa all’insegna dell’unita’, che non significa unanimita’ ma una attitudine al confronto che rende inutili se non impossibili le fronde interne.

Il Gruppo del PdL per il Regno Unito ha fiducia di ritrovare pieno appoggio a questa serena dichiarazione, in particolar modo da parte dei nostri referenti, il sen. Raffaele Fantetti e gli on. Guglielmo Picchi e Aldo Di Biagio





Dal PdL Regno Unito gli auguri di buon lavoro e Buona Pasqua ai neogovernatori del centrodestra

8 04 2010

Unitamente a tre dei rappresentanti degli Italiani all’estero, gli On. Aldo Di Biagio e Guglielmo Picchi e il Sen. Raffaele Fantetti, il Coordinamento Nazionale del Popolo della Liberta’ del Regno Unito ha voluto esprimere il 2 Aprile scorso con messaggi personali ai neo-eletti Governatori del centro-destra il proprio entusiasmo per i risultati delle elezioni regionali del 28/29 marzo 2010, e in particolare per quella che in inglese sarebbe davvero chiamata una “famous victory”.

Sulla base della solidita’ acquisita con un anno di iniziative sul territorio del Regno Unito e consapevole di quanto possa essere fatto, e verra’ fatto nei prossimi cinque anni a livello regionale per continuare a risollevare le sorti dell’Italia, il PdL-UK si e’ messo a disposizione dei nuovi “team” politico-manageriali per aiutare in qualunque modo venga ritenuto opportuno, ad esempio nel campo del supporto al turismo, alle esportazioni, all’espansione all’estero dell’imprenditoria italiana e all’aumento di opportunita’ di formazione dei giovani italiani in Europa.

Per questo motivo, data la centralita’ della capitale inglese nel panorama politico ed economico globale, ciascun Governatore e’ stato invitato a Londra in una data a sua scelta, a parlare della propria Regione e dei propri progetti in sedi prestigiose e a risonanza internazionale come la London School of Economics o equivalente, e con la locale comunita’ italiana.





“A cena con il Senatore” Raffaele Fantetti. A Londra.

8 04 2010

(da ItaliaChiamaItalia)

“A cena con il Senatore” è l’iniziativa lanciata da Raffaele Fantetti, senatore residente nel Regno Unito ed eletto a Palazzo Madama con i voti degli Italiani d’Europa nelle file del PdL, con l’obiettivo di mantenere un costante contatto con i propri elettori.

Il primo appuntamento è stato in un locale di Londra, la sera del 29 Marzo: un gruppo di iscritti al PdL, amici e simpatizzanti, si sono incontrati in un’atmosfera informale ed amichevole, improntata tutta al futuro e alla analisi di quanto sia necessario fare per la comunità italiana all’estero e soprattutto per quella residente in Gran Bretagna.

Il senatore degli italiani in Europa Italiani all’estero e Regionali, Fantetti: La buona politica del centrodestra ha premiato Berlusconi e i suoi candidati.

Due punti in particolare, quelli che Fantetti ha voluto sottolineare: la possibilità di utilizzare l’enorme bagaglio di esperienze e capacità (“know-how”) dei milioni di italiani all’estero per lo sviluppo del nostro Paese in un mondo globalizzato; e, di conseguenza, la ricerca della strategia più efficace e più rapida per coordinare le forze in un momento cruciale, dopo le polemiche sul voto degli Italiani all’estero.

Per cancellare i dubbi di alcuni e far conoscere all’Italia la bontà del contributo che possono dare i connazionali residenti oltre confine, “occorre lavorare di più sull’immagine stessa che si percepisce in Italia degli Italiani all’estero – ha sottolineato Fantetti -, dimostrando di poter noi essere una fonte originale di idee e proposte concrete, che traducano le best practices operanti all’estero in vantaggi per i connazionali residenti nel BelPaese”.

“Sono in Senato per dare valore istituzionale e soluzioni concrete alle problematiche degli Italiani nel mondo da noi ben conosciute”, ha detto Fantetti ai partecipanti all’incontro. “Voi siete i rappresentanti del PdL nel Regno Unito: aiutatemi a rendere più proficua la comunicazione fra Londra e Roma, in modo tale da rappresentare al meglio le istanze dei nostri connazionali qui residenti”.

La serata si è conclusa con un brindisi al nuovo senatore.