Giocando all’Apocalisse – A Londra, un nuovo episodio di odioamore per il Presidente Berlusconi

21 01 2010

Si e’ consumato il 19 Gennaio 2010 nella capitale britannica, nei rinomati locali della London School of Economics, il consueto attacco frontale contro il Presidente Silvio Berlusconi. Questa volta l’onore di dire di tutto e di piu’ e’ toccato a Paolo Mancini, Professore presso la Facolta’ di Scienze Politiche a Perugia e attualmente ospite all’Universita’ di Oxford grazie alla Fondazione Monte dei Paschi. E come capita sempre (a parte rarissime eccezioni come il dibattito a Oxford lo scorso ottobre), al Relatore e’ stata data ampia opportunita’ di esprimersi senza il patema d’animo di un interlocutore accanto a se’ sul palco.

A chi giovino questi monologhi, prediche ai convertiti antiberlusconiani necessariamente prive di contenuti che siano nuovi o interessanti, non e’ dato sapere.

Il titolo stesso dell’incontro non lasciava dubbi: “Al di là del ‘Senso Comune’ di Berlusconi. Un nuovo modello di politica per il 21 ° secolo”. Quale sarebbe questo nuovo modello? Nientepopodimeno che “un segnale della fine delle forme della politica che caratterizzato gli ultimi due secoli in Europa”. Addirittura: l’avvento di Silvio Berlusconi concluderebbe le esperienze da Giacobini e Sanculotti in poi, piu’ o meno.

E poi dicono che saremmo noi quelli che stravedono per il Presidente del Consiglio.

Secondo Mancini, si tratta di un fenomeno basato intorno alla televisione. Dunque il Silvio nazionale ne sarebbe il fulgido esempio, “in grado di entrare con successo sulla scena politica a causa del suo impero televisivo e dei suoi legami poco chiari con organizzazioni e imprese illegali”. A questo punto e’ partita la straordinaria novita’ di una filippica su mafia, tangenti, malaffari con il condimento della disinformazione (a proposito, in Italia, secondo il Prof Mancini non conoscerebbero poi cosi’ tanto bene internet).

Visto che i rinomati organizzatori non si sono premurati di stabilire alcun dialogo, come PdL del Regno Unito non perdiamo neanche noi tanto tempo a rispondere a una tale teoria di accuse. A rappresentarci fra il pubblico alla LSE, c’erano il Cav. Vincenzo Zaccarini, apprezzato fondatore del primo Coordinamento britannico del PdL e l’imperturbabile Avv. Ilaria Filippi, nostra vice-coordinatrice: i quali, con un certo successo fra il pubblico, hanno fornito l’unico sale alla serata, chiedendo come si potesse dare cosi’ tanta importanza alla televisione, in modo superficiale e semplicistico. Il Prof. Mancini ha dovuto dare ragione, almeno in parte, ai nostri rappresentanti, ammettendo che il Governo Berlusconi rappresenta novita’ importanti, in particolare per quanto riguarda l’efficienza della pubblica amministrazione, l’imprenditoria e il fisco. Alla domanda su quali fossero le basi per ritenere la maggioranza degli Italiani cosi’ stupida da farsi abbindolare dalla televisione, il Prof. Mancini non ha invece dato risposta.

Rimane dunque un mistero come l’autore di svariati libri e lo studioso del “rapporto tra mezzi di comunicazione di massa e politica” finisca con l’appiattirsi sulle solite tiritere. In ultima analisi, a risuonare di piu’ sembrano proprio essere non le lagnanze, quanto l’enorme rispetto (e invidia?) che il Presidente Berlusconi riesce ad evocare in chi si dichiara suo nemico e al tempo stesso arriva praticamente ad idolatrarlo come lo Zeus della politica italiana, il centro cui tutto e tutti orbitano attorno, vincente per natura, ubiquo nella mente degli Italiani e quasi onnipotente.

Insomma, come disse “quel” Caio Valerio…lo odiano, e lo amano. Come possano fare cio’, si chiederanno. Ma sentono che cosi’ avviene, e se ne tormentano.

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One response

18 04 2010
olga

con un certo successo fra il pubblico? (?!?!)
beh se ritenete i boati indignati per la vostra cafoneria un successo personale, allora immagino di sì.

le ‘ammissioni di novità importanti su amministrazione, fisco, etc’, se la memoria non mi inganna (e nemmeno gli appunti dettagliati che ho preso) non le ho mai sentite.

su internet mi trovo d’accordo invece, anche se la ricerca istat 2009 non lo prende (scandalosamente) nella giusta considerazione, trovo indubbio che la diffusione e influenza di internet stiano crescendo più di quello che ha asserito mancini.

e sì, pure io sono convinta che berlusconi sia stato un assoluto genio della comunicazione e gliene dò atto!

saluti all’apprezzato fondatore cav. e all’imperturbabile avv.

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