E adesso Berlusconi e’ il Presidente del Consiglio di tutti (ma proprio tutti)

14 10 2009

(articolo originariamente apparso su ItaliaChiamaItalia)

E’ necessario esprimere il proprio appoggio e solidarietà al Presidente Berlusconi, dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul “Lodo Alfano” il 7 ottobre scorso? In realtà, sembra quasi superfluo. Per una serie di motivi:

(1) Tale sentenza, apparsa su tutti i giornali, spesso in prima pagina, e in tutti i canali radiotelevisivi, sia in Italia che all’estero (ha occupato il “ticker” di Sky News in Gran Bretagna per un po’ di ore), ha reso ormai il Presidente del Consiglio popolarmente noto a livello mondiale alla pari di Barack Obama, un vero e proprio “fenomeno culturale” dei nostri tempi. E vista la sua longevita’ politica (il doppio, ormai, degli otto anni max concessi all’inquilino della Casa Bianca), c’e’ da chiedersi se questi anni saranno ricordati in futuro, in tutto il mondo, davvero come “L’Eta’ di Berlusconi”.

(2) La sibillina sentenza della Corte Costituzionale (che bisogna augurarsi in futuro senta il bisogno se non la necessita’ di usare la piu’ limpida chiarezza) ha purtroppo emarginato la posizione del Presidente della Repubblica, il cui giudizio in materia costituzionale è stato duramente bocciato dalla Consulta a pochi giorni dalle accuse di “viltà” riguardo la firma sullo scudo fiscale. Tutto cio’ non puo’ che polarizzare ulteriormente lo scenario politico nazionale, a tutto vantaggio appunto del Presidente Berlusconi.

(3) Le reazioni al limite dello scandalizzato da parte di tanta stampa contro le parole di fuoco pronunciate dal Presidente del Consiglio riguardo lo “sputtanamento”, rivelano in ultima analisi sia l’incapacita’ da parte di tale stampa di ricevere invece che solo dare critiche, come se si trattasse di Lesa Maesta’ nei confronti del Quarto Potere; sia l’impegno politico che caratterizza la “linea narrativa giornalistica” piu’ alla moda dei nostri tempi, con il “mostro” Silvio cui rispondere sul piano, appunto, politico invece che professionale.

(4) Infine, nei confronti del Presidente Berlusconi si e’ levato fin dall’indomani della sentenza della Corte Costituzionale un coro di appelli affinche’ non si dimetta, anche e soprattutto dalla opposizione (persino Di Pietro si e’ rifugiato in un timidissimo richiamo strettamente “tecnico, non politico”): un comportamento che ribadisce una volta di piu’ come non ci sia alternativa alcuna all’attuale Governo.

E allora speriamo che finalmente ci si renda conto di una semplicissima verita’ di ogni democrazia liberale come quella italiana: e cioe’ di come Berlusconi sia, davvero, il Presidente di tutti (ma proprio tutti).

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